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martedì 20 luglio 2010

ANDROJINN - L'ALTARE IPOCRITA

A volte le lezioni di comportamento vengono da lontano, da un passato a cui si fa spesso riferimento ma sempre sfalsando la sua memoria. Gli israeliani di oggi godono dell'appoggio di tutto l'occidente su ogni cosa che fanno, soprattutto sull'occupazione di Gerusalemme. LORO così religiosi e rigorosi rivendicano quelle terre attraverso la parola biblica; per loro sfortuna ho trovato un piccolo passaggio significativo sulla bibbia che riguarda un eppisodio analogo alla situazione odierna ( un popolo che diffama la fede e il credo di altri popoli come sacrilego). è un pò lungo ma vi invito a leggerlo:


...I figliuoli di Ruben, i figliuoli di Gad e la mezza tribù di Manasse dunque se ne tornarono, dopo aver lasciato i figliuoli d’Israele a Sciloh, nel paese di Canaan, per andare nel paese di Galaad, il paese di loro proprietà, del quale avean ricevuto il possesso, dietro il comandamento dato dall’Eterno per mezzo di Mosè.

E come giunsero alla regione del Giordano che appartiene al paese di Canaan, i figliuoli di Ruben, i figliuoli di Gad e la mezza tribù di Manasse vi costruirono un altare, presso il Giordano: un grande altare, che colpiva la vista.


I figliuoli d’Israele udirono che si diceva: "Ecco, i figliuoli di Ruben, i figliuoli di Gad e la mezza tribù di Manasse hanno costruito un altare di faccia al paese di Canaan, nella regione del Giordano, dal lato de’ figliuoli d’Israele".


Quando i figliuoli d’Israele udiron questo, tutta la raunanza de’ figliuoli d’Israele si riunì a Sciloh per salire a muover loro guerra.


E i figliuoli d’Israele mandarono ai figliuoli di Ruben, ai figliuoli di Gad e alla mezza tribù di Manasse, nel paese di Galaad, Fineas, figliuolo del sacerdote Eleazar,


e con lui dieci principi, un principe per ciascuna casa paterna di tutte le tribù d’Israele:


tutti eran capi di una casa paterna fra le migliaia d’Israele. Essi andarono dai figliuoli di Ruben, dai figliuoli di Gad e dalla mezza tribù di Manasse nel paese di Galaad, e parlaron con loro dicendo:


"Così ha detto tutta la raunanza dell’Eterno: Che cos’è questa infedeltà che avete commesso contro l’Iddio d’Israele, ritraendovi oggi dal seguire l’Eterno col costruirvi un altare per ribellarvi oggi all’Eterno?


E’ ella poca cosa per noi l’iniquità di Peor della quale non ci siamo fino al dì d’oggi purificati e che attirò quella piaga sulla raunanza dell’Eterno? E voi oggi vi ritraete dal seguire l’Eterno!


Avverrà così che, ribellandovi voi oggi all’Eterno, domani egli si adirerà contro tutta la raunanza d’Israele.


Se reputate impuro il paese che possedete, ebbene, passate nel paese ch’è possesso dell’Eterno, dov’è stabilito il tabernacolo dell’Eterno, e stanziatevi in mezzo a noi; ma non vi ribellate all’Eterno, e non fate di noi dei ribelli, costruendovi un altare oltre l’altare dell’Eterno, del nostro Dio.


Acan, figliuolo di Zerah, non commise egli una infedeltà, relativamente all’interdetto, attirando l’ira dell’Eterno su tutta la raunanza d’Israele, talché quell’uomo non fu solo a perire per la sua iniquità?"


Allora i figliuoli di Ruben, i figliuoli di Gad e la mezza tribù di Manasse risposero e dissero ai capi delle migliaia d’Israele:


"Dio, Dio, l’Eterno, Dio, Dio, l’Eterno lo sa, e anche Israele lo saprà. Se abbiamo agito per ribellione, o per infedeltà verso l’Eterno, o Dio, non ci salvare in questo giorno!


Se abbiam costruito un altare per ritrarci dal seguire l’Eterno; se è per offrirvi su degli olocausti o delle oblazioni o per farvi su de’ sacrifizi di azioni di grazie, l’Eterno stesso ce ne chieda conto!


Egli sa se non l’abbiamo fatto, invece, per tema di questo: che, cioè, in avvenire, i vostri figliuoli potessero dire ai figliuoli nostri: Che avete a far voi con l’Eterno, con l’Iddio d’Israele?


L’Eterno ha posto il Giordano come confine tra noi e voi, o figliuoli di Ruben, o figliuoli di Gad; voi non avete parte alcuna nell’Eterno! E così i vostri figliuoli farebbero cessare figliuoli nostri dal temere l’Eterno.


Perciò abbiam detto: Mettiamo ora mano a costruirci un altare, non per olocausti né per sacrifizi,


ma perché serva di testimonio fra noi e voi e fra i nostri discendenti dopo noi, che vogliam servire l’Eterno, nel suo cospetto, coi nostri olocausti, coi nostri sacrifizi e con le nostre offerte di azioni di grazie, affinché i vostri figliuoli non abbiano un giorno a dire ai figliuoli nostri: Voi non avete parte alcuna nell’Eterno!


E abbiam detto: Se in avvenire essi diranno questo a noi o ai nostri discendenti, noi risponderemo: Guardate la forma dell’altare dell’Eterno che i nostri padri fecero, non per olocausti né per sacrifizi, ma perché servisse di testimonio fra noi e voi.


Lungi da noi l’idea di ribellarci all’Eterno e di ritrarci dal seguire l’Eterno, costruendo un altare per olocausti, per oblazioni o per sacrifizi, oltre l’altare dell’Eterno, del nostro Dio, ch’è davanti al suo tabernacolo!"


Quando il sacerdote Fineas, e i principi della raunanza, i capi delle migliaia d’Israele ch’eran con lui, ebbero udito le parole dette dai figliuoli di Ruben, dai figliuoli di Gad e dai figliuoli di Manasse, rimasero soddisfatti.


E Fineas, figliuolo del sacerdote Eleazar, disse ai figliuoli di Ruben, ai figliuoli di Gad e ai figliuoli di Manasse: "Oggi riconosciamo che l’Eterno è in mezzo a noi, poiché non avete commesso questa infedeltà verso l’Eterno; così avete scampato i figliuoli d’Israele dalla mano dell’Eterno".


E Fineas, figliuolo del sacerdote Eleazar, e i principi si partirono dai figliuoli di Ruben e dai figliuoli di Gad e tornarono dal paese di Galaad al paese di Canaan presso i figliuoli d’Israele, ai quali riferiron l’accaduto.


La cosa piacque ai figliuoli d’Israele, i quali benedissero Dio, e non parlaron più di salire a muover guerra ai figliuoli di Ruben e di Gad per devastare il paese ch’essi abitavano.


E i figliuoli di Ruben e i figliuoli di Gad diedero a quell’altare il nome di Ed perché dissero: "Esso è testimonio fra noi che l’Eterno è Dio"....(Giosuè 22, 9-34)



Io per quanto sia ATEO so ancora leggere e quando trovo gente che rivendica tradizioni e strorie manipolando i sensi e le eredità mi "FUMANO!". O voluto lasciare questo documento sulla PARRUCCHIERA perchè questo piccolo testo di cinquemila anni fà ha un'insegnamento politico e oltretutto ci ricorda che non cè cosa più naturale e sensata che CONDIVIDERE un luogo con il proprio PROSSIMO perchè ciò è ricchezza.


ANDROJINN

lunedì 28 giugno 2010

ANDROJINN - UNA FABBRICA CHE SPUTA CROMO



Da "mentelocale" del 2 ottobre 2007




"All'inizio del Novecento un industriale di nome Luigi STOPPANI rileva una fabbrica ligure, alle porte del paese di Cogoleto. Un secolo abbondante dopo il terreno su cui sorge l'impianto gronda cromo esavalente e altre sostanze tossiche da ogni zolla, inquinando l'area della fabbrica, le falde acquifere, il fiume vicino, il mare e il litorale. Dal novembre 2006 è stato dichiarato lo stato di emergenza, da luglio il sito è stato commissariato.
Oggi Martedì 2 ottobre , il Commissario Giancarlo Viglione ha illustrato lo stato di avanzamento lavori a tre mesi dalla sostituzione del precedente curatore: la società Immobiliare Val Lerone S.p.A.

«Abbiamo trovato una situazione di degrado disastrosa - dice Viglione - alla quale si è dovuto far fronte con alcuni provvedimenti di manutenzione straordinaria basilari, come la messa a norma dell'impianto elettrico, l'illuminazione della strada provinciale che porta a Lerca, e altri interventi sugli impianti». Ma la grossa, e molto tossica, novità è la scoperta di ulteriori 500 tonnellate di rifiuti mai dichiarati, per i quali il commissario ha chiesto e ricevuto - lo scorso 20 settembre - anche la delega per lo smaltimento.
Classificazione, analisi e smaltimento dei rifiuti presenti sul sito sono le competenze per la messa in sicurezza e bonifica della Stoppani. I numeri parlano chiaro: 185.00o kg di fanghi derivanti dal trattamento delle acque di falda già smaltiti, insieme a 82.600 kg di fanghi derivanti dalla manutenzione delle reti di drenaggio delle acque superficiali. Ma non solo, l'impianto di depurazione delle falde versa in condizioni pessime: «se si blocca quello è un disastro», dicono.

Nel frattempo i sommozzatori dei Carabinieri di Voltri stanno analizzando il fondale di fronte alla foce del torrente Lerone, per capire fino a dove si deve spingere la bonifica in mare. Ma il commissario è stato recentemente contattato dai sindaci di Cogoleto e Arenzano anche per gestire l'emergenza nella discarica di Molinetto, oggetto per cui ha appena proposto un protocollo d'intesa alle istituzioni.

Una situazione drammatica, per cui è già stato speso un milione di euro, e che non si limita all'ambiente. I 26 dipendenti dell'azienda, che sono stati tutti assunti per i lavori di ripristino dell'area, prosegue il Commissario: «da due anni non facevano visite mediche, pur lavorando in un contesto così pericoloso. Si sono stupiti a veder realizzate le minime precauzioni di sicurezza, come far lavare le tute da un'azienda specializzata, e non a casa». Tute impregnate di amianto, tanto per capirci.

L'area di competenza del Commissario - la fabbrica, la discarica, la costa - deve essere quindi bonificata in lotti: «l'obiettivo è ridare il litorale per la balneazione entro la prossima stagione», continua Viglione. Più lunghi i tempi per il sito su cui sorge la fabbrica: «se le cose continuano così, tra due anni su questo luogo potremmo iniziare a mettere la prima pietra di una nuova realtà». Nel frattempo si corre ai ripari, cercando di fermare un'emorragia creata da decenni di incuria"


Sabato io e Coccia ci siamo passati CASUALMENTE vicino, stesso degrado segnalato nel 2007, nuova ditta a gestire l'impianto; detriti, lamiere, macerie, residui giallastri a gogo...


Credo fortemente che questa situazione ( come tante altre ) non verrà MAI risolta.
Mi sento molto spesso indignato e impotente di fronte a queste sciagure, ancora peggio mi sento a soprirle vicino a casa mia solo ora, quando ormai la cosa è fin vecchia. Stiamo attenti perchè l'indifferenza a ciò che ci circonda porta a mali che curarli sono impossibili, meglio combattere quando sono prevenibili.



ANDROJINN

lunedì 12 aprile 2010

ANDROJINN - COME TO DADDY FOSFORO!!


Queste sono le bombe usate da Israele contro i "Terroristi" palestinesi, sulla carta "servono a creare cortine di fuoco per isolare e circondare il nemico, per metterlo in gabbia"








Questo è quello che provocano, non sono terroristi quelli che muoiono ma civili di tutte le età e sesso, non vengono di certo usate per creare cortine di fuoco di separazione tantomeno vengono evitati i centri affollati ( tipo piazze e mercati ).




Israele smentisce e nasconde sempre ( ovviamente ) e noi come maledetti avvocati del diavolo "auspichiamo la risoluzione pacifica del conflitto mediorientale" ( molto meno ovvia ma più ipocrita come posizione)




Giudicate






ANDROJINN

lunedì 22 marzo 2010

ANDROJINN - GUERRILLA GARDENING




Mi sono imbattuto in una bellissima iniziativa; un modo creativo di provocare le istituzioni e la società "civile" senza fare male a nessuno, anzi potenzialmente propositiva.



Si chiama GUERRILLA GARDENING. In sintesi combattere il cemento e la metropoli con la potenza della natura. Gruppi di ragazzi inglesi fanno escursioni notturne in varie aree cittadine e piantano fiori, creano dal nulla aiuole colorate, intervengono con concime e semi in ogni angolo delle strade. Tutto ciò assurdamente considerato inlegale.



Informatevi, guardate i video dei loro lavori, a me ha entusiasmato e l'ho postato sulla PARRUCCHIERA perchè credo interessi porprio la politica, sottoforma di attivismo.



Qui sotto vi lascio due link dove troverete le istruzioni per costruire una SEEDBOMB, uno è PDF l'altro è un video. Buon apprendimento!! :D

COME COSTRUIRE UNA SEEDBOMB:

http://www.docstoc.com/docs/27401799/seedgrenadekit2


http://www.youtube.com/watch?v=4WNKZB3eof4ì




ANDROJINN

mercoledì 10 marzo 2010

ANDROJINN - Lettera Aperta al Premier da parte della scrittrice Elvira Dones‏


Dalla scrittrice albanese Elvira Dones riceviamo questa lettera aperta al premier Silvio Berlusconi in merito alla battuta del Cavaliere sulle "belle ragazze albanesi". Durante il recente incontro con Berisha, il premier ha attaccato gli scafisti e ha chiesto più vigilanza all'Albania. Poi ha aggiunto:"Faremo eccezioni solo per chi porta belle ragazze".
"Egregio Signor Presidente del Consiglio,le scrivo su un giornale che lei non legge, eppure qualche parola gliela devo, perché venerdì il suo disinvolto senso dello humor ha toccato persone a memolto care: "le belle ragazze albanesi". Mentre il premier del mio paesed'origine, Sali Berisha, confermava l'impegno del suo esecutivo nella lottaagli scafisti, lei ha puntualizzato che "per chi porta belle ragazze possiamofare un'eccezione."Io quelle "belle ragazze" le ho incontrate, ne ho incontrate a decine, dinotte e di giorno, di nascosto dai loro magnaccia, le ho seguite daGarbagnate Milanese fino in Sicilia. Mi hanno raccontato sprazzi delle loro viteviolate, strozzate, devastate. A "Stella" i suoi padroni avevano inciso sullo stomaco una parola: puttana. Era una bella ragazza con un difetto: rapita in Albania e trasportata in Italia, si rifiutava di andare sul marciapiede. Dopo unmese di stupri collettivi ad opera di magnaccia albanesi e soci italiani, le toccòpiegarsi. Conobbe i marciapiedi del Piemonte, del Lazio, della Liguria, echissà quanti altri. E' solo allora - tre anni più tardi - che leincisero la sua professione sulla pancia: così, per gioco o per sfizio.Ai tempi era una bella ragazza, sì. Oggi è solo un rifiuto della società,non si innamorerà mai più, non diventerà mai madre e nonna. Quel puttana sullapancia le ha cancellato ogni barlume di speranza e di fiducia nell'uomo, ilmassacro dei clienti e dei protettori le ha distrutto l'utero.Sulle "belle ragazze" scrissi un romanzo, pubblicato in Italia con il titolo Sole bruciato. Anni più tardi girai un documentario per la tivù svizzera: andaiin cerca di un'altra bella ragazza, si chiamava Brunilda, suo padre mi aveva pregato in lacrime di indagare su di lei. Era un padre come tanti altripadri albanesi ai quali erano scomparse le figlie, rapite, mutilate, appese atesta in giù in macellerie dismesse se osavano ribellarsi. Era un padre comelei, Presidente, solo meno fortunato. E ancora oggi ilpadre di Brunilda non accetta che sua figlia sia morta per sempre, affogata in mare o giustiziata inqualche angolo di periferia. Lui continua a sperare, sogna il miracolo. E' unastoria lunga, Presidente... Ma se sapessi di poter contare sulla sua attenzione, le invierei una copia del mio libro, o le spedirei il documentario, o fareivolentieri due chiacchiere con lei. Ma l'avviso, signor Presidente: allebattute rispondo, non le ingoio.In nome di ogni Stella, Bianca, Brunilda e delle loro famiglie questepoche righe gliele dovevo. In questi vent'anni didifficile transizione l'Albania s'èinflitta molte sofferenze e molte ferite con le sue stesse mani, ma nelpopolo albanese cresce anche la voglia di poterfinalmente camminare a spalle dritte etesta alta. L'Albania non ha più pazienza né comprensione per le umiliazionigratuite. Credo che se lei la smettesse di considerare i drammi umani comemateriale per battutacce da bar a tarda ora, non avrebbe che da guadagnarci.



Elvira Dones, scrittrice-giornalista.Nata a Durazzo nel 1960, si è laureata in Lettere albanesi e inglesiall'Università di Tirana. Emigrata dal suo Paeseprima della caduta del Muro diBerlino, dal 1988 al 2004 ha vissuto e lavorato in Svizzera. Attualmenterisiede negli Stati Uniti, dove alla narrativaalterna il lavoro di giornalistae sceneggiatrice. (15 febbraio 2010)


ANDROJINN

venerdì 19 febbraio 2010

ANDROJINN - FRITTATA

Da dove nasce la politica?

1) Nasce tra la gente, quando diventa troppa per autogestirsi e incarica un'elite per governarla

2) Nasce dalla finta promessa che uomini di potere possano governare la popolazione nel loro interesse.

3) Nasce dalla parola di DIO, che incarica un'elite terrena a farne le sue veci


In poche parole, secondo voi è nato prima "l'uovo o la gallina"?

ANDROJINN